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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 14/09/2009 @ 07:44:31, in Articoli, linkato 1662 volte)

La teca di San Gennaro

Si è appena spento l’eco del concerto di Elton John per la festa di Piedigrotta. Ingaggiato per riscattare l’immagine internazionale della città, con un generoso cachet che ha destato qualche perplessità, il baronetto è arrivato giusto in tempo per suonare al piano una ventina di canzoni e poi prendere al volo un aereo diretto a Kiev, sede del suo prossimo concerto. E Napoli è tornata orfana a scontrarsi coi i suoi problemi.

In cima ai quali il bacio alla teca di San Gennaro. La telenovela prosegue oramai da giorni. Dapprima si era annunciato che quest’anno per motivi igienici non sarebbe stato possibile baciare la teca. L’allarme per la nuova influenza sembrava aver avuto la meglio.

Poi, il Cardinale Sepe si era impuntato. La decisione finale spetta a me. Fatto salvo, il giorno seguente, confermare la scelta iniziale. Il virus andava arginato. Ai fedeli più agguerriti si concedeva l’appoggio della teca sulla fronte. E nulla di più.

Infine l’ultima puntata, almeno finora, con relativo colpo di scena. Via libera al bacio. Sepe ha spiegato che insigni esponenti del mondo scientifico gli hanno garantito l’assenza di rischi.

A noi resta dunque la consolazione di poter adeguatamente omaggiare il Santo Patrono durante le celebrazioni in suo onore. E una domanda. Sono davvero questi i problemi da porre al centro dell’attenzione? Questioni più serie non mancano. E un gesto pagano non aiuterà a risolverle.

San Gennà, pensace tu!

 
Di Admin (del 17/09/2009 @ 08:01:52, in Articoli, linkato 1450 volte)

La strega malefica

In un siffatto momento storico di tutto si avverte il bisogno fuorchè di nuovi attacchi alla magistratura. Ogni parola in più rischierebbe di far precipitare un paese sull’orlo del collasso. Eppure, tacere non si può. Non mi riferisco a inchieste su escort e abitudini piccanti dei politici, ma ad una questione assai più scottante.

Il mio sconcerto nasce dalla sentenza 35874 con la quale la Cassazione ha confermato il risarcimento dei danni a carico di un marito che, durante una furibonda lite con la moglie, ne aveva offeso la madre con epiteti ingiuriosi. Secondo l’insindacabile giudizio degli ermellini, “per quanto le espressioni di disprezzo pronunciate dall'imputato si riferissero ad altro soggetto, e cioè alla madre, non vi è dubbio che ne sia derivata una lesione del decoro della stessa interlocutrice”. Il litigio, è bene sottolinearlo, non è avvenuto in presenza della suocera.

Per dirla con il principe De Curtis, siamo uomini o caporali? Miei cari giudici suppongo che prima di divenire insigni uomini di legge, molti di voi si siano scontrati almeno una volta con esponenti del pianeta delle Suocere. Entità diaboliche in grado di far ingoiare ai propri generi bocconi amari per una vita intera. Capaci di disintegrare in pochi istanti il più solido dei rapporti di coppia.

Spero sulla sentenza cali una spessa coltre di nebbia. Se giunge all’orecchio di mia moglie, saprà come ridurmi sul lastrico.

 
Di Admin (del 21/09/2009 @ 08:59:56, in Articoli, linkato 1366 volte)

Fuochi d'artificio

Il dodicesimo uomo in campo. Lo slancio che fa volare i giocatori sul terreno di gioco. Il fattore San Paolo. Come lo si voglia definire, il pubblico di Napoli è considerato tra i più caldi d’Italia. Un tifo esplosivo.

Anche troppo a giudicare dalla recente scoperta realizzata dalla Digos all’interno dello Stadio San Paolo. Un’autentica santabarbara stoccata in un garage. Cipolle con mortaio, razzi, bengala, Dragon Boom e Cobra, candelotti di potenza devastante. Per un totale di due quintali di esplosivo.

Verrebbe da chiedersi cosa c’entri un simile arsenale con una partita di calcio. Ma sarebbe solo una domanda retorica. Forse gli ultras volevano rumoreggiare per l’inizio poco brillante del club in campionato. O, più probabilmente, intendevano creare un pandemonio per protestare contro la recente istituzione della tessera del tifoso voluta fortemente da Maroni. Una card indispensabile se si desidera seguire la propria squadra in trasferta.

Personalmente sono contrario a qualsiasi forma di schedatura. Dimostrano un grave deficit delle istituzioni e rischiano di produrre limitazioni delle libertà personali. Ma da qui a creare autentici scenari da guerra ce ne corre. Da incoscienti anche soltanto custodire quell’enorme quantità di materiale pirico.

Ma oramai il calcio è questo. Poggia su interessi immensi e il prezzo da pagare è la scomparsa dei sapori che un tempo lo rendevano così suggestivo.

 
Di Admin (del 22/09/2009 @ 08:38:44, in Articoli, linkato 1396 volte)

Strani tipi quelli dei Muse. La rock band inglese, le cui influenze musicali spaziano dalla tarantella e Massimo Ranieri, fino ai Queen e i Nirvana, negli ultimi anni ha fatto incetta di premi e svetta in cime alle hit parade di mezza Europa. Insomma i ragazzi dovrebbero conoscere le regole dello show business.

Eppure, ospiti di Simona Ventura alla trasmissione domenicale Quelli che il calcio, si sono meravigliati di non potersi esibire in diretta. Il solo fatto di essere dei musicisti e di essere pagati per un’apparizione televisiva gli ha fatto credere di poter fare quello che a loro piace di più. Suonare. E invece no! Qui da noi è ammesso solo il playback.

E così i giovanotti inglesi si sono vendicati. Davanti alle telecamere hanno infatti dato il via a uno scambio di ruoli. Il cantante si è piazzato alla batteria, il batterista davanti al microfono e il bassista ha inforcato una chitarra. Il tutto, ovviamente, senza che né la conduttrice, né nessuno del suo staff se ne accorgesse. La Ventura ha proseguito la sua gaffe intervistando il batterista convinta invece di porre le sue domande al leader della band.

Non so a voi, ma a me vien voglia di vedere dal vivo i Muse, che per la cronaca si esibiranno il 21 novembre a Bologna e il 4 dicembre a Torino. Quanto alla Ventura, se per Rai Due è ancora in corso il passaggio sul digitale terrestre, lei coglie tutti in contropiede e si fa trovare con la testa fra le nuvole.

 
Di Admin (del 28/09/2009 @ 07:36:40, in Articoli, linkato 1396 volte)

Barack Obama e Fidel Castro

Non accade solo da noi, dunque. Se in Italia si inseguono da mesi gli aggiornamenti pruriginosi sulle abitudini sessuali di uomini politici ed esponenti della cosiddetta società civile, lo stesso accade un poco ovunque. E così ci ritroviamo a commentare l’ultima fatica, si fa per dire, di una giornalista americana, che svela i fondamentali retroscena della vita privata di Fidel Castro.

Il Comandante avrebbe infatti avuto nella sua vita almeno dieci figli. Scendendo più nel dettaglio, sei marmocchi sono nati dalle due moglie ufficiali, mentre altri quattro risulterebbero essere frutti di relazioni clandestine. Ben tre di loro sarebbero nati nel 1956. Vale la pena ricordare che l’anno prima Fidel era uscito dal carcere grazie a un’amnistia, dopo un primo fallito tentativo di rovesciare il regime del Generale Batista. E forse questo spiegherebbe l’intensa attività amatoria del Lider Maximo.

I potenti della Terra, si sa, solleticano l’attenzione morbosa della gente e favoriscono il fiorire di una certa novellistica di cui, tutto sommato, potremmo fare facilmente a meno. Meglio sarebbe rivolgere il nostro sguardo a ciò che ci coinvolge da vicino. E magari soffermarsi sull’elogio rivolto da Castro a Barack Obama, da lui definito coraggioso per aver avuto la forza di riconoscere, davanti alle Nazioni Unite, le responsabilità del mondo occidentale nei gravi cambiamenti climatici.

Lunga vita a chi vuole salvare il pianeta.

 
Di Admin (del 29/09/2009 @ 07:38:30, in Articoli, linkato 1778 volte)

La chiesa di san Carlo alle Mortelle

Chiede certezze la gente di Napoli. A distanza di poco più di un anno dal crollo di via Portacarrese, un nuovo grave episodio ha turbato la serenità dei quartieri spagnoli. In vico san Carlo alle Mortelle si è sfiorata la tragedia. Ci è mancato davvero poco che l’ampia voragine spalancatasi in strada e le altre che hanno interessato l’antica chiesa e un’abitazione privata, non abbiano causato vittime. Come un anno prima, nella sciagura, la sorte sembra non aver presentato un conto ancora più amaro.

Con il passare dei giorni la situazione sta tornando alla normalità grazie soprattutto al lavoro dei tecnici e di tutti quelli che, lavorando anche di notte, hanno provveduto a riempire le buche apertesi. In alcuni edifici sono state riallacciate le forniture e le famiglie sfrattate hanno ripreso possesso della propria abitazione. Ancora necessari degli approfondimenti per lo stabile che sorge al civico 2.

Scioccati da quanto è accaduto, gli abitanti hanno intenzione di far nascere un comitato che favorisca il ritorno alla vita normale per tutte le famiglie. E di lottare per affrontare il problema di fondo. La manutenzione ordinaria. I soldi nelle casse comunali infatti scarseggiano e le strade e le fogne dei quartieri necessitano di cure appropriate. Siamo certi che in consiglio comunale l’opposizione adotterà un comportamento responsabile e, nell’esclusivo interesse dei cittadini, favorirà l’adozione delle misure economiche necessarie.

 
Di Admin (del 05/10/2009 @ 18:13:56, in Articoli, linkato 1428 volte)

win for life

Tabaccherie prese d’assalto, siti internet in tilt, studiosi pronti ad analizzare il fenomeno. È win for life, la psicosi del momento che infiamma gli italiani. Il tipo di vincita, l’asso nella manica di win for life. Una rendita di 4.000 euro al mese per vent’anni che, corna facendo, si tramanda agli eredi. Il sogno di tutti. In tempi di crisi, economica e non solo, una rendita mette al riparo.

Complimenti dunque agli ideatori del gioco, così abili nell’incunearsi nelle fragilità umane, da proporre addirittura tredici estrazioni giornaliere, una ogni ora dalle otto alle venti. Perché il gioco è una droga. Una parte dei proventi è destinata alla ricostruzione dell’Abruzzo e anche la coscienza è appagata.

Per non parlare delle possibilità di vincere, 170 volte superiori a quelle di centrare il mitico 6 al Superenalotto. Un 6 che da un lato attira, dall’altro preoccupa. Perché è un ciclone che sconvolge la vita, con frotte di parenti e amici, mai visti prima, che si fiondano davanti alla tua porta implorando un piccolo aiuto. E la malavita organizzata che, con garbo, fa notare che un terzo della vincita spetta di diritto a loro.

No, win for life non regala ansie. Solo certezze. Ai futuri vincitori un solo consiglio. Prima di congedarsi per sempre dal capufficio e dalle sue angherie accertatevi di essere l’unico fortunato. Perché il premio si distribuisce tra tutti i vincitori e potreste ritrovarvi con una rendita molto inferiore alle attese.

 
Di Admin (del 12/10/2009 @ 08:27:17, in Articoli, linkato 1678 volte)

Una vignetta di DM

A voler essere buonisti potremmo definire quella appena conclusa, la settimana nera della scuola napoletana. Prima un crollo verificatosi a Bagnoli che ha ferito una studentessa. Poi a Villanova l’ipotizzata presenza di escrementi di topo all’interno del plesso. Una paura forse ingigantita dalle evidenti carenze nelle pulizie.

 Problemi anche al rione Sanità dove le mamme chiedono una maggiore vigilanza affinché le adiacenze della scuola non si trasformino in area bivacchi e pattumiere. In aggiunta a tutto ciò, i ritardi nella refezione nelle scuole materne e primarie e il timore che il diritto alla mensa possa essere soppresso.

In pochi giorni tanti esempi di come oggi la scuola arranchi alle prese con problemi atavici, aggravati dalla stretta economica e dai tagli che colpiscono l’istruzione. Dal ministero la Gelmini fa sapere che è uno spreco appaltare le pulizie a ditte esterne e che se ne debbono occupare in prima persona i bidelli. Non entro nel merito, ma credo che tali decisioni debbano essere concertate con il personale ATA, stabilendo con precisione i confini del loro lavoro.

Diversamente certi annunci rischiano di essere buttati lì, al solo scopo di distogliere l’attenzione dal ruolo che oggi si riconosce alla scuola pubblica. Non il trampolino di lancio per le generazioni future che dovranno preoccuparsi di risollevare le sorti del paese, ma un fastidioso orpello che succhia risorse. E il futuro si allontana.

 
Di Admin (del 13/10/2009 @ 08:05:42, in Articoli, linkato 1293 volte)

Passato e futuro del Pd secondo Vauro

Le primarie del Pd sono alle porte e tra i contendenti la tensione è alta. Marino, l’outsider, ha puntato il dito contro i miracoli avvenuti in alcuni circoli dove i votanti hanno superato gli iscritti. Dal canto loro i sostenitori di Bersani, forti del successo parziale, avevano chiesto a Franceschini di lasciare la segreteria in anticipo. Dei tre, Marino punta a un rinnovamento radicale, mentre Bersani propone alleanze ampie. A mezza via Franceschini che prende le distanze da chi, a suo giudizio, deve farsi da parte. In primis il Governatore della Campania Bassolino.

Ma il dato che emerge con vigore è un altro. Le primarie non infiammano gli elettori della sinistra, poco ottimisti sulla concreta svolta del partito. Il problema va oltre il carisma dei candidati e affonda le sue radici nel passato. Di chi è erede il Pd? Del Pci, del Pds, dei Ds, dell’Ulivo, della Margherita o di cosa?

Al di là delle sigle, per chi scrive la risposta è una. Di quel Partito Comunista che, guidato da Berlinguer, a partire dal 1973 aprì alla Democrazia Cristiana, inaugurando la stagione del compromesso storico. Con una sostanziale differenza. Se Pci e Dc nel 1976 sfioravano il 75% dei consensi, a che risultato può ambire oggi il Pd, cui Casini da un lato, Di Pietro dall’altro, sottraggono spazi di manovra? Il 20, 25 o 30% non cambierebbe granché. Il Pd attuale non è nelle condizioni di prendere in mano il paese.

Viene allora da pensare che il Partito Democratico sia figlio della sconfitta di un disegno politico voluto e interpretato dal Pci. Incentrato sull’ingresso nel governo e sull’evoluzione progressista. In definitiva su analisi politiche errate e valutazioni economiche illusorie. Quello che trent’anni fa era difficile prevedere, oggi è però sotto gli occhi di tutti. Al governo il Pci non ci è mai andato, né ha compreso i danni di una ristrutturazione tecnologica che ha massimizzato i profitti industriali senza garantire prospettive di vita meno alienanti.

Su queste premesse, alla sinistra non rimane che azzerare tutto. Gettare a mare il paravento dell’antiberlusconismo e ripartire da un’autocritica serrata. E da uno sguardo nuovo capace di ripensare le soluzioni ai problemi che attanagliano l’Italia. Ad iniziare dal precariato generato dall’attuale sistema-lavoro, e dalle emergenze ambientali che sfigurano il paese seminando lutti.

 
Di Admin (del 19/10/2009 @ 08:08:08, in Articoli, linkato 1379 volte)

stravaganze turchesi

Sarà capitato anche a voi. Incrociare tra i vicoli della Pignasecca o nel mercatino di Antignano uomini dalle pance prominenti esposte a bella posta dei passanti, e canottiere sollevate, la cui funzione risulta inspiegabile. E credere di trovarsi di fronte a figure popolari. Invece no. Quelli che per anni avete creduto essere fruttivendoli, pescivendoli o ambulanti, erano con buona probabilità uomini illustri. Magari magistrati che, fuori dalle aule giudiziarie, esprimevano tutte le loro stravaganze fino ad allora represse.

Le recenti rivelazioni di Canale 5 sul giudice del caso Cir Raimondo Mesiano hanno dell’esplosivo. Ora vedo il mondo da una visuale nuova. E immediata è partita la verifica della maglieria intima. Scava e riscava, dal disordine è spuntato quel paio di calzini turchesi che in cuor mio sapevo di possedere. Sia chiaro. Non temo certo di subire sberleffi da qualche investigatore da strapazzo, ma nemmeno voglio mettermi in mostra. Esibire un calzino turchese, dandomi arie da giudice sul fronte.

Chi s’indigna dell’attuale uso del mezzo televisivo o è ingenuo o in malafede. Al più, spicca la caduta di qualsiasi remora nel dichiarare la propria appartenenza politica. Si parte all’attacco senza nemmeno camuffarsi strumentalizzando tutto e tutti. La tv è e sarà sempre un potente mezzo per incanalare le menti della gente dove il potere impone. Per contrastarla non resta che una soluzione. Non vederla.

 
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