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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 08/09/2008 @ 08:00:18, in Articoli, linkato 1326 volte)

Signori si scende. Fine del viaggio. Il 10 settembre al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra prenderà il via un esperimento sull’origine dell’universo che per contrappasso potrebbe provocare la fine del mondo.

All’interno di un tunnel di 27 chilometri scavato 100 metri sottoterra, l’LHC, il più grande acceleratore di particelle esistente al mondo costato 6 miliardi di euro, farà scontrare due fasci di particelle atomiche che viaggiano alla velocità della luce, generando temperature 100.000 volte più alte di quelle al centro del sole. Gli studiosi sperano in questo modo di riprodurre il Big Bang e di ricostruire le prime fasi di vita sul pianeta.

Ma due eminenti scienziati, Walter Wagner e Otto Roessler, hanno puntato l’indice contro l’esperimento, ricorrendo alla Corte Europea dei diritti umani. A loro giudizio esiste il rischio concreto che si generi un buco nero capace di risucchiare la Terra.

Sei miliardi di euro. Una cifra astronomica per un esperimento che odora di follia. Quei soldi potevano essere dedicati alla ricerca medica e al miglioramento delle condizioni dell’umanità. Mentre c’è chi gioca a sostituirsi a Dio, milioni di persone vivono nell’indigenza assoluta.

Come finirà? Arriverà il solito Bruce Willis a salvare il pianeta da morte certa o la terrà verrà davvero risucchiata in un enorme buco nero? Se così fosse, prima di esserne inghiottito il Cavaliere proclamerà con orgoglio: “Abbiamo risolto il problema dei rifiuti!!”

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Di Admin (del 01/09/2008 @ 08:44:42, in Articoli, linkato 1335 volte)

Susan e David sono venuti in vacanza dalla Germania. Viaggiano a bordo di una vecchia Fiesta in compagnia del loro cane e di una tenda. Non hanno molti soldi in tasca e decidono di accamparsi in uno spicchio di spiaggia a Rovigliano, alla periferia di Torre Annunziata. Prima di addormentarsi la costiera sorrentina è uno spettacolo suggestivo.

All’improvviso davanti a loro si presentano tre ragazzi, armati di una pistola e delle peggiori intenzioni. I tre, minorenni, si fanno consegnare una carta di credito e 50 euro. Potrebbero andar via con il loro magro bottino. Ma non lo fanno.

È questione di un attimo. Il tempo di un veloce cenno di intesa. Con una spranga massacrano il cane e mentre David è sotto minaccia della rivoltella, il capo del branco, figlio di un boss camorrista, trascina Susan nell’auto e la violenta. Poi cede il posto agli altri, che la stuprano a turno. Nella macchina gli inquirenti troveranno tracce di sperma ovunque.

Probabilmente la gang ha alle spalle diverse rapine e forse non è neanche alla prima violenza. Questa volta però, nessun muro di omertà li può salvare. Susan sconvolta, riesce a trovare la forza di riconoscere e denunciare i suoi aggressori. Per i tre si aprono le porte del carcere minorile.

Avremmo voglia che non fosse accaduto. È forte la tentazione di mettersi alle spalle un’altra vicenda ripugnante. Invece no. Fermiamo il nostro sguardo incredulo sulla ferocia, spesso gratuita, che divora la nostra regione.

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Di Admin (del 25/08/2008 @ 09:18:15, in Articoli, linkato 1439 volte)

Si riparte. Oramai il Paese non è più quello di venti anni fa. Se fino alla fine degli anni ‘80 molte famiglie riuscivano ancora a concedersi un mese di vacanza, oggi per tanti anche due settimane di ferie rappresentano un lusso. E troppi non conoscono nemmeno il significato della parola vacanza.

Nei miei ricordi trascorrere il ferragosto a Napoli equivaleva a una piccola prova di sopravvivenza. Una delle tante, si potrebbe pensare. Eppure il silenzio serale che circondava le passeggiate al Vomero, o il rumore dei pedali mentre si risaliva in bicicletta Via Posillipo, avevano un fascino tutto particolare. Si aveva la sensazione di riconquistare una città finalmente non isterica.

E anche i piccoli disagi legati alla vita quotidiana passavano in secondo piano. Riempire all’inverosimile il congelatore era un espediente decisivo per non incorrere nei morsi della fame. Alla Pignasecca poi si trovava sempre ciò che occorreva. Oggi invece, supermercati aperti persino a ferragosto e qualche coda ai semafori giusto per non perdere le buone abitudini.

Verso i più deboli però, la città resta ingenerosa e molte strutture sanitarie ad agosto hanno interrotto l’attività. Ahimè, però le malattie non vanno mai in vacanza.

E allora riprendiamo a raccontare Napoli e facciamolo insieme. Vigiliamo sulle mille contraddizioni che la lacerano, nutrendo al contempo la speranza che un nuovo processo vitale investa la città. Il Napoli è di chi lo legge. Napoli è di chi la vive.

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Di Admin (del 28/07/2008 @ 08:58:08, in Articoli, linkato 1413 volte)

L’ex Presidente di Confindustria Antonio D’Amato ha invitato negli scorsi giorni i principali rappresentanti della stampa estera a visitare le industrie d’eccellenza campane. Dopo aver raccontato senza sconti, come è giusto che sia, la Napoli sommersa dai rifiuti, i giornalisti stranieri hanno avuto modo di scoprire l’altra faccia della città.

Se tutti conoscevano le ricchezze storiche che impreziosiscono la città, nessuno immaginava che nella terra di Gomorra esistessero realtà tecnologicamente all’avanguardia come il polo orafo del Tarì, la Kiton noto brand dell’abbigliamento sartoriale, il polo logistico del Cis di Nola o la Seda di D’Amato leader in Europa nella produzione di imballaggi alimentari.

Certo da solo l’evento non basterà a sanare l’immagine sfregiata di Napoli affermatasi con violenza nel mondo. Occorrerà molto tempo e altrettanti fatti. Ma è un passo. Uno in più di quelli mai compiuti dai nostri governanti tutti presi a cincischiarsi tra beghe interne e croniche incapacità.

Tra imprenditori coraggiosi e politici inadeguati, a decidere le sorti della città sarà la rinascita di una società civile autentica. Vi è urgenza di spiriti liberi che non si preoccupino di coltivare i salotti influenti. Uomini capaci di offrire idee forti alla classe politica e di incidere sugli industriali, ricordandogli che non un profitto cieco e dissennato ma un benessere sano e generalizzato deve essere il fine ultimo delle loro imprese.

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Di Admin (del 21/07/2008 @ 08:45:26, in Articoli, linkato 1287 volte)

Salvate Fannie e Freddie. Questo il grido lanciato da George Bush. Fannie e Freddie non sono amici del Presidente americano ma due agenzie para-governative che erogano mutui immobiliari. Il 50 % dei mutui statunitensi è nelle loro mani. Il crollo di Fannie e Freddie ha avuto inizio lo scorso anno quando sono paurosamente aumentati i casi di mancato pagamento delle rate dei mutui.

Non è facile comprendere i delicati meccanismi che regolano l’economia. È però il caso di soffermarsi su quanto sta avvenendo in Usa e potrebbe verificarsi anche qui da noi. Lo scoppio della bolla speculativa che sgonfiò le borse mondiali nel 2001 favorì la crescita vertiginosa dei valori immobiliari. Come sempre accade nei momenti di crisi il mattone si è trasformato in bene rifugio.

Ma rifugio per chi? Non certo per chi ha fatto immani sacrifici per acquistare un’abitazione. In tanti sono stati costretti a contrarre mutui infiniti a rate proibitive. Per anni le banche hanno offerto dei tassi convenienti(?) contribuendo a far lievitare il prezzo delle case. Oggi, con l’impennata del costo della vita, molte famiglie sono sull’orlo del precipizio e rischiano di perdere l’immobile.

Anche le banche, dopo aver a lungo maturato profitti stellari, si ritrovano in difficoltà. Ma a risolvere i loro problemi ci pensano i governi centrali pronti a soccorrere con i soldi dei contribuenti chi ha attuato politiche dissennate. A chi rischia di ritrovarsi senza un tetto bhè, che si arrangi!

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Di Admin (del 14/07/2008 @ 22:02:57, in Articoli, linkato 1473 volte)

La caduta del palazzo al civico 25 di Via Portacarrese mi riporta alla mente “Cronache dalla città dei crolli”. Il bel libro di Sergio de Santis racconta una città dove i palazzi si sbriciolano uno dopo l’altro rinsaldando le divisioni tra il quartiere ricco, intatto nei suoi privilegi, e i sobborghi dei tanti ridotti a vivere nelle caverne.

Anche il crollo ai Quartieri Spagnoli pare uscito dalla vivida penna di uno scrittore capace di attingere generosamente alla storia di Napoli. Dalla dominazione spagnola, durante la quale fu costruito il quartiere destinato a ospitare le truppe militari e dove da subito prostituzione e criminalità dilagarono impuniti, al terremoto del 1980 che lesionò molti di quegli edifici. Dall’ombra della camorra che ha usato il palazzo disabitato per nascondervi i propri arsenali, alla speculazione di chi acquista immobili fatiscenti, li ristruttura senza i necessari permessi e poi li rivende con guadagni spropositati. E opera di fantasia sembra anche il fatto che la miracolosa assenza di vittime non abbia trasformato il crollo in tragedia.

In tutta questa vicenda pare celarsi un’immagine apocalittica, una sorta di ultimatum alla città affinché si scrolli da dosso il proprio vecchiume e la propria meschinità per vivere di vita nuova. Diversamente Napoli, per dirla con La Capria, rischia di degradarsi nella città allucinata dove assistere alla fine del mondo da un osservatorio privilegiato.

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Di Admin (del 07/07/2008 @ 22:20:32, in Articoli, linkato 1599 volte)

Uscita Torre Annunziata sud chiusa. Da tempo lo stesso avviso mi accompagna durante i viaggi autostradali. Avvertimento per gli automobilisti o monito a non dimenticare? Tutto accadde lo scorso 6 ottobre quando un uomo di 65 anni, Vincenzo Porzio, morì annegato nella sua auto in un sottopassaggio completamente allagato dalla pioggia. La moglie riuscì a salvarsi rifugiandosi sul tettuccio dell’automobile.

Il PM Barbara Trotta, della procura di Torre Annunziata guidata da Diego Marmo, sequestrò immediatamente il sottopasso avviando l’inchiesta. Misura provvidenziale: la tragedia, già sfiorata in passato, poteva ripetersi e causare nuove vittime.

Ma il seguito della storia lascia ancora più amareggiati. Nove mesi e i solleciti dei magistrati non sono stati sufficienti a riaprire lo svincolo. Mancano le opportune garanzie in un inammissibile rimpallo di responsabilità tra i sindaci della zona, la società Autostrade meridionali e le istituzioni provinciali e regionali. Motivo del contendere l’apertura della nuova condotta fognaria che sostituirebbe la vecchia, incapace di reggere alle piogge. Manca però l’ok all’allacciamento con il depuratore incompiuto da venti anni. Quand’anche dovesse essere ultimato non sarà utilizzabile perché non in grado di depurare le acque come imposto dalle nuove normative.

Una vicenda paradossale che mette a nudo le vergogne di politici e dirigenti irresponsabili. Morire così è un’assurda follia. A loro interessa poco.

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Di Admin (del 30/06/2008 @ 22:06:34, in Articoli, linkato 1484 volte)

Se ne parla da mesi sottovoce. Giri di parole e formule inedite per riesumare le gabbie salariali. La Lega Nord ne fa un cavallo da battaglia. Per Maroni non è giusto offrire le stesse retribuzioni a chi vive in zone più care del paese.

Anche l’Istat da man forte: la vita costa molto più al centro nord che al centro sud: Napoli ne è un esempio lampante. Nel corso degli anni queste statistiche hanno perso qualsiasi credibilità, trasformandosi in strumenti per giustificare forzature altrimenti inaccettabili. Basti pensare al dato sull’inflazione, da anni assestatasi al 2%. Chi a fatica raggiunge la fine del mese sa bene quanto sia una frottola e quanto il proprio potere di acquisto si sia eroso drasticamente dal 2000 a oggi.

Il latte più caro d’Italia? A Napoli, causa un cattivo sistema distributivo. La benzina più cara? A Napoli grazie alle accise che la Regione ha disseminato qua e là, oltre che nelle nostre buste paga. Le assicurazioni auto più salate? Sempre Napoli, per il maggior rischio di incidenti. Ogni volta il motivo cambia, ma la sostanza non muta. Per non parlare del costo degli immobili salito alle stelle qui più che altrove o per lo smaltimento dei rifiuti, penosa pagina della nostra storia.

E la qualità della vita? Ognuno giudichi quanto questa città offra in termini di servizi e vivibilità. In ogni caso Maroni stia tranquillo: da noi le multinazionali già applicano le gabbie salariali tenendo in ostaggio una città che non deve volare.

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Di Admin (del 23/06/2008 @ 08:37:26, in Articoli, linkato 1528 volte)

A chi con insistenza ne chiedeva le dimissioni, Bassolino aveva risposto “Tra un anno lascio.” L’annuncio, offerto a pochi giorni dalle elezioni, aveva scontentato tutti, dalle forze di opposizione in Regione a un imbarazzato Veltroni.

Per i più maligni l’interregno permette a Bassolino di giungere alle Elezioni Europee del 2009 e sedere su un comodo scranno a Bruxelles. Il Governatore invece lo giustifica con la necessità di dover prima uscire dall’emergenza. Bizzarra tesi, sostenuta da uno dei principali responsabili, non l’unico, del baratro in cui Napoli è sprofondata.

Nelle scorse settimane il dietrofront di Bassolino che non ha escluso di rimanere ancora in sella. E, forse per accontentare chi esige un ricambio, si è scurito i capelli. Antonio Esposito, il barbiere posillipino di fiducia, ha svelato l’arcano. Si è attardato a telefono per sentire i vagiti della nipotina e quei secondi di tintura in più hanno ringiovanito il suo cliente. Una storiella deliziosa, ma la città ha disperato bisogno di altro.

Governatore ricorda quella manifestazione ad Afragola contro la giunta DC? Suo padre, capo giardiniere del comune, cercò di fermarla e lei si rivolse al Maresciallo dei Carabinieri per bloccare quell’uomo che disturbava. Quanta carica vitale, quanta voglia di cambiare il mondo le è ancora rimasta? Non crede sia giunto il momento di chiudere questa interminabile stagione politica? La storia saprà distinguere i suoi meriti dalle sue responsabilità.

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Di Admin (del 16/06/2008 @ 08:38:39, in Articoli, linkato 1380 volte)

Chiude, non chiude. Sfogliano la margherita i napoletani per capire se, come e quando partiranno i lavori in Via Marina. Il progetto iniziale trasformava in modo radicale Via Marina, rendendola finalmente all’altezza del compito che le compete: quello di biglietto da visita per chi entra nella città.

Ma vincoli di vario genere avevano ridimensionato i lavori ad una semplice riqualificazione stradale grazie alla sostituzione dei sanpietrini con l’asfalto. Opera irrimandabile considerate le condizione pietose del manto stradale, garanzia occupazionale per gommisti e meccanici.

La scorsa settimana sembrava finalmente giunto il momento dell’apertura dei cantieri. Ma ancora una volta una gestione mediocre della cosa pubblica ha reso ingarbugliata questa vicenda. William Di Cesare, capofila dell’Ati, l’associazione di imprese vincitrici dell’appalto che finora non ha ricevuto nulla di quanto pattuito negli accordi, è stato di una chiarezza disarmante: in 50 anni di professione non si era mai imbattuto in una situazione del genere.

Riunioni, intoppi burocratici e ritardi nei pagamenti impediscono l’avvio dei lavori e mettono a dura prova la pazienza dei cittadini. Tra l’altro i cantieri dovranno chiudere necessariamente entro dicembre, pena la perdita dei fondi europei. A quanto risulta da Bruxelles sono già arrivati 5,6 milioni di euro alla Regione. Ma dove si siano incagliati quei soldi al momento non è dato sapere.

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