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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 27/10/2008 @ 09:11:06, in Articoli, linkato 1260 volte)

Ancora una volta Berlusconi coglie tutti di sorpresa e all’assemblea di Confindustria lancia Gianni Lettieri come candidato del Pdl alla carica di governatore o di sindaco. Per carità, a sua scelta, perché sempre di poltrone si tratta e non occorrono capacità e competenze diverse in due cariche così distanti fra loro.

Al di là del metodo, c’è qualcosa che non convince in questo tipo di annunci che, oltre al diretto interessato, sembrano rivolgersi ad altri soggetti. Certo non avrà fatto piacere alla classe politica campana di destra (mi si conceda l’ossimoro) un annuncio che ancora una volta li mette all’angolo, sancendo la cronica incapacità di produrre personalità politiche in grado di parlare alla città e risolvere i suoi problemi.

E chissà che il Cavaliere non abbia parlato a nuora perché suocera intenda. In sala era infatti presente Antonio D’amato, past president di Confindustria e leader della Seda, a lungo corteggiato da Berlusconi, che ha sempre rifiutato all’ultimo momento la candidatura preferendo occuparsi delle sue aziende. Tra D’Amato e Lettieri, è noto, non corre buon sangue.

Lettieri difficilmente scenderà in campo, ma ciò che resta in questo teatrino è la spregiudicatezza con cui la politica maltratta da anni la città. Tra un centro sinistra la cui credibilità si sbriciola ogni giorno di più e un centro destra che conferma la scelta, al di là delle emergenze, di non occuparsi in modo serio della città. Chi vuole l’agonia di Napoli?

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Di Admin (del 20/10/2008 @ 09:00:59, in Articoli, linkato 1298 volte)

George Orwell ci aveva messo in guardia. Nel suo irrinunciabile 1984 lo scrittore britannico aveva profetizzato, già nel lontano dopoguerra, scenari che puntualmente si stanno verificando. Un’ombra segue tutti i nostri movimenti. Grazie all’uso di telepass, carte di credito, bancomat e alle telecamere installate ovunque, veniamo monitorati passo dopo passo.

Ma un pericolo ancora maggiore si nasconde dietro l’apparecchio al quale ormai non sappiamo più in alcun modo rinunciare. Il cellulare! Attenzione agli sms o mms di sconosciuti. Potrebbero celare un pericoloso virus in grado di tenere il nostro telefonino sotto controllo. La polizia postale sta indagando per capire se dietro la vendita di questo software illegale ci sia la mano di una organizzazione criminale.

Navigando in rete è facilissimo scaricare il software necessario all’intercettazione. Come anche acquistare uno spy phone già destinato a questi scopi. Un’azienda campana offre a mille euro un modello di una nota marca produttrice di cellulari. Il software nell’apparecchio intercetta conversazioni telefoniche, gli sms in arrivo e in uscita, ci segnala ogni volta che il telefono è stato acceso o è stata cambiata la sim, e persino la localizzazione del cellulare. Non bastasse, può fungere da microspia facendoci ascoltare a distanza tutti i rumori e le voci nel raggio d'azione del cellulare.

E allora occhio ai regali e non dimenticate mai la regola più importante: taci che il nemico ti ascolta!

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Di Admin (del 13/10/2008 @ 08:55:02, in Articoli, linkato 1279 volte)

Cosa sono le parole per uno scrittore? Strumenti del mestiere, certo. Ma anche brandelli di carne strappata per raggiungere il cuore di una storia. Questo rapporto controverso di odio amore hanno provato a catturarlo Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta con il Dizionario affettivo della lingua italiana curato per i tipi della Fandango.

Ne è venuto fuori un tascabile che ha raccolto le definizioni di scrittori del calibro di Domenico Starnone, Erri De Luca fino al recente vincitore dello Strega Paolo Giordano. Un dizionario intrigante chiuso dall’immancabile zuzzurellone, vocabolo preferito da Vinicio Capossela.

Vi ho partecipato descrivendo la mia ossessione. Multinazionale. Un lemma seriamente attuale alla luce dei disastri che stanno attraversando i mercati finanziari mondiali. Una crisi ampia ma temo non sufficiente a mutare lo stato delle cose.

Ai crolli dei giorni scorsi, seguiranno illusori rimbalzi da capogiro. E così la gente continuerà ad affannarsi inseguendo ricchezze virtuali, dando il suo spiacevole contributo all’agonia distruttrice di un sistema impazzito. Fino a quando gli effetti tangibili di questa crisi non si tradurranno in perdite di posti di lavoro.

Chissà se almeno allora in tanti proveranno a dar luogo a un mondo diverso. Dove espressioni come finanza creativa e libero mercato siano definitivamente smascherate per quel che sono: formule truffaldine. E si affermi un’etica della finanza indispensabile per un futuro sereno.

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Di Admin (del 08/10/2008 @ 17:22:33, in Riflessioni, linkato 1409 volte)

Non so voi, ma io sento puzza di bruciato. Vuoi vedere che una di queste notti i nostri bravi governanti si riuniscono e, preoccupatissimi per la più grande crisi economico/finanziaria dal 1930 ad oggi non ci mettono le mani in tasca e si fanno un bel prelievo forzato dai conti correnti o qualche altra innovativa misura di questo genere??? Per il nostro bene, si capisce.

Viva il libero mercato! Viva la finanza creativa!

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Di Admin (del 06/10/2008 @ 09:00:47, in Articoli, linkato 1328 volte)

La città si è incattivita. Mi rimbombano le parole di un collega di questo giornale. Era a Pianura per seguire il corteo antirazzista. Era lì perché se uno non vede le cose, come fa a raccontarle ai lettori? Era lì anche se conosceva bene i rischi a cui andava incontro. Tanto che alcuni “galantuomini” durante la manifestazione lo hanno additato: è lui! Per poi attaccarlo in una leale competizione dieci contro uno.

La città si sta incattivendo, tra bimbe che annegano nell’indifferenza, il linguaggio stragista della camorra e un razzismo strisciante che sfocia nella violenza più bieca. Eppure c’è ancora chi ha voglia di raccontare la città, il suo declino vertiginoso, sostituendosi alle firme prestigiose che attendono rilassati lo scorrere delle notizie di agenzia o firmano pezzi costruiti da altri. L’essenza più limpida del giornalismo pulsa nell’animo di tutti quei precari, nella accezione più larga del termine, che il mestiere ce l’hanno nel sangue. Che stanno in strada non per salire alla ribalta o per ostentare il disprezzo del pericolo ma perché non possono proprio farne a meno.

Giancarlo Siani, un fratello maggiore per tanti, riferendosi alle persone in odore di camorra diceva “se scrivo di loro, ne devo sapere più delle loro madri.” Giancarlo scriveva fino a tre pezzi al giorno, lavorava come un indemoniato. Il suo contributo al riscatto della città. È stato assassinato una sera di 23 anni fa in Piazza Leonardo. Era un precario del Mattino.

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