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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 20/10/2008 @ 09:00:59, in Articoli, linkato 1393 volte)

George Orwell ci aveva messo in guardia. Nel suo irrinunciabile 1984 lo scrittore britannico aveva profetizzato, già nel lontano dopoguerra, scenari che puntualmente si stanno verificando. Un’ombra segue tutti i nostri movimenti. Grazie all’uso di telepass, carte di credito, bancomat e alle telecamere installate ovunque, veniamo monitorati passo dopo passo.

Ma un pericolo ancora maggiore si nasconde dietro l’apparecchio al quale ormai non sappiamo più in alcun modo rinunciare. Il cellulare! Attenzione agli sms o mms di sconosciuti. Potrebbero celare un pericoloso virus in grado di tenere il nostro telefonino sotto controllo. La polizia postale sta indagando per capire se dietro la vendita di questo software illegale ci sia la mano di una organizzazione criminale.

Navigando in rete è facilissimo scaricare il software necessario all’intercettazione. Come anche acquistare uno spy phone già destinato a questi scopi. Un’azienda campana offre a mille euro un modello di una nota marca produttrice di cellulari. Il software nell’apparecchio intercetta conversazioni telefoniche, gli sms in arrivo e in uscita, ci segnala ogni volta che il telefono è stato acceso o è stata cambiata la sim, e persino la localizzazione del cellulare. Non bastasse, può fungere da microspia facendoci ascoltare a distanza tutti i rumori e le voci nel raggio d'azione del cellulare.

E allora occhio ai regali e non dimenticate mai la regola più importante: taci che il nemico ti ascolta!

 
Di Admin (del 13/10/2008 @ 08:55:02, in Articoli, linkato 1383 volte)

Cosa sono le parole per uno scrittore? Strumenti del mestiere, certo. Ma anche brandelli di carne strappata per raggiungere il cuore di una storia. Questo rapporto controverso di odio amore hanno provato a catturarlo Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta con il Dizionario affettivo della lingua italiana curato per i tipi della Fandango.

Ne è venuto fuori un tascabile che ha raccolto le definizioni di scrittori del calibro di Domenico Starnone, Erri De Luca fino al recente vincitore dello Strega Paolo Giordano. Un dizionario intrigante chiuso dall’immancabile zuzzurellone, vocabolo preferito da Vinicio Capossela.

Vi ho partecipato descrivendo la mia ossessione. Multinazionale. Un lemma seriamente attuale alla luce dei disastri che stanno attraversando i mercati finanziari mondiali. Una crisi ampia ma temo non sufficiente a mutare lo stato delle cose.

Ai crolli dei giorni scorsi, seguiranno illusori rimbalzi da capogiro. E così la gente continuerà ad affannarsi inseguendo ricchezze virtuali, dando il suo spiacevole contributo all’agonia distruttrice di un sistema impazzito. Fino a quando gli effetti tangibili di questa crisi non si tradurranno in perdite di posti di lavoro.

Chissà se almeno allora in tanti proveranno a dar luogo a un mondo diverso. Dove espressioni come finanza creativa e libero mercato siano definitivamente smascherate per quel che sono: formule truffaldine. E si affermi un’etica della finanza indispensabile per un futuro sereno.

 
Di Admin (del 06/10/2008 @ 09:00:47, in Articoli, linkato 1430 volte)

La città si è incattivita. Mi rimbombano le parole di un collega di questo giornale. Era a Pianura per seguire il corteo antirazzista. Era lì perché se uno non vede le cose, come fa a raccontarle ai lettori? Era lì anche se conosceva bene i rischi a cui andava incontro. Tanto che alcuni “galantuomini” durante la manifestazione lo hanno additato: è lui! Per poi attaccarlo in una leale competizione dieci contro uno.

La città si sta incattivendo, tra bimbe che annegano nell’indifferenza, il linguaggio stragista della camorra e un razzismo strisciante che sfocia nella violenza più bieca. Eppure c’è ancora chi ha voglia di raccontare la città, il suo declino vertiginoso, sostituendosi alle firme prestigiose che attendono rilassati lo scorrere delle notizie di agenzia o firmano pezzi costruiti da altri. L’essenza più limpida del giornalismo pulsa nell’animo di tutti quei precari, nella accezione più larga del termine, che il mestiere ce l’hanno nel sangue. Che stanno in strada non per salire alla ribalta o per ostentare il disprezzo del pericolo ma perché non possono proprio farne a meno.

Giancarlo Siani, un fratello maggiore per tanti, riferendosi alle persone in odore di camorra diceva “se scrivo di loro, ne devo sapere più delle loro madri.” Giancarlo scriveva fino a tre pezzi al giorno, lavorava come un indemoniato. Il suo contributo al riscatto della città. È stato assassinato una sera di 23 anni fa in Piazza Leonardo. Era un precario del Mattino.

 
Di Admin (del 29/09/2008 @ 08:11:51, in Articoli, linkato 1375 volte)

Adesso come farà Bernardo Iovene, il Peter Falk della redazione di Report? Da dieci anni, suo malgrado, si recava in Calata Capodichino. Lì dove la soprelevata costruita con i fondi post terremoto si spezzava, come in un incubo, davanti a un fabbricato abitato da quattro condomini. E caparbio, anno dopo anno denunciava una farsa che ci lasciava in viso un sorriso sporco di vergogna.

Nel tempo i progetti mutavano con disinvoltura. Nel 2001 il ponte doveva essere abbattuto e sostituito con un tunnel. Nel 2003 retromarcia, l’edificio andava raso al suolo. L’anno seguente nuova promessa: il palazzo distrutto sarebbe stato ricostruito di fianco. Il Tar di Napoli aveva ulteriormente ingarbugliato la questione affermando che lo stabile poteva essere demolito solo per ricostruire case e non infrastrutture.

Alla fine anche l’ultima proprietaria, la signora Maria Grazia Troiano Attianese è scesa dall’Aventino venendo a patti con il Comune per una cifra vicina ai 190.000 euro. Se non avesse accettato, avrebbe ricevuto un indennizzo sufficiente al massimo per l’acquisto di un box auto.

E il fabbricato è venuto giù ponendo fine alla vicenda. Buffa, se di mezzo non ci fossero le incapacità di tanti e le sofferenze di famiglie che per anni hanno vissuto con un catafalco davanti alle proprie finestre e sotto l’incudine di un esproprio forzato.

Ora in un anno e mezzo è previsto il completamento della soprelevata fino a Viale Maddalena. Non me la sentirei di giurarci. Report, baluardo del giornalismo indipendente e di qualità, ha mostrato lo scandalo. Toccava solo a loro preoccuparsi dei condomini di Calata Capodichino 259?

 
Di Admin (del 22/09/2008 @ 08:11:13, in Articoli, linkato 1428 volte)

Nei miei frequenti passaggi per il centro direzionale la sosta al bar di Salvatore è una tappa obbligata. Un buon caffé e l’occasione per una chiacchiera in armonia. Giorni fa però, ho dovuto rinunciarci. Nel bar mancava la luce. Le uniche scintille le sprigionava il volto esasperato di Salvatore. Ho ritenuto opportuno andar via senza fare domande. In seguito l’episodio mi è stato chiarito fin nei dettagli. L’erogazione della corrente era stata interrotta per morosità. Ma la storia è più complessa.

Due anni fa i gestori del bar avevano ricevuto una proposta. Passare da Enel Distribuzione, che vende energia sul mercato vincolato, a Enel Energia che opera sul libero mercato. In cambio si garantiva un prezzo bloccato per un anno. Accettata l’offerta è iniziato un piccolo calvario fatto di bollette poco comprensibili e di fatturazioni imprevedibili, con bollette inspiegabilmente assenti che poi d’improvviso riemergevano costringendo a pagamenti onerosi. Da qui la scelta di recedere dal contratto e tornare al vecchio gestore che almeno consente di accertare i propri consumi con una semplice verifica al contatore.

Dopo cinque mesi il cambio gestore non è ancora avvenuto e Enel Energia, causando gravi danni, ha sospeso la fornitura elettrica per il mancato pagamento di bollette che chi cura il bar mi ha giurato di non aver mai ricevuto. Qualcuno obietterà: le regole del libero mercato. Ma fino a che punto il mercato è “libero” di stritolarci?

 
Di Admin (del 15/09/2008 @ 08:19:16, in Articoli, linkato 1352 volte)

Ekma ricerche ha pubblicato i risultati relativi all’operato dei Governatori delle regioni. È questa la seconda edizione del sondaggio che l’istituto produce ogni sei mesi per monitorare la fiducia verso le istituzioni. Analizzando i risultati emergono qualche sorpresa e molte conferme.

In testa alla graduatoria spicca il Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo fondatore del Movimento per l’Autonomia. Dopo di lui tutti o quasi i presidenti del centro nord, capitanati da Formigoni, quasi a sancire, una volta di più, l’immagine di un paese spaccato in due.

Non sorprende nemmeno l’ultimo posto di Antonio Bassolino. In questo caso i numeri non sembrano temere smentita. Il Governatore della Campania viaggia con una fiducia ridotta al 35,3%, staccato di 9 punti percentuali dal penultimo in classifica. Non bastasse Bassolino ha perso 5 punti rispetto alla precedente rilevazione, che comunque già gli regalava l’ultima posizione.

Personalmente diffido dei sondaggi, ma l’impressione vivendo la città è questa: una larga fetta della cittadinanza non ha più fiducia verso Bassolino. Che imperterrito, va avanti per la sua strada. Mentre i giorni della rinascita, della speranza di una città finalmente libera di crescere, sono solo un ricordo sfocato.

Per dovere di cronaca è necessario precisare che il sondaggio non ha considerato l’Abruzzo, commissariato dopo le vicende giudiziarie che hanno pesantemente coinvolto Ottaviano Del Turco. Ma questa è un’altra storia.

 
Di Admin (del 08/09/2008 @ 08:00:18, in Articoli, linkato 1355 volte)

Signori si scende. Fine del viaggio. Il 10 settembre al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra prenderà il via un esperimento sull’origine dell’universo che per contrappasso potrebbe provocare la fine del mondo.

All’interno di un tunnel di 27 chilometri scavato 100 metri sottoterra, l’LHC, il più grande acceleratore di particelle esistente al mondo costato 6 miliardi di euro, farà scontrare due fasci di particelle atomiche che viaggiano alla velocità della luce, generando temperature 100.000 volte più alte di quelle al centro del sole. Gli studiosi sperano in questo modo di riprodurre il Big Bang e di ricostruire le prime fasi di vita sul pianeta.

Ma due eminenti scienziati, Walter Wagner e Otto Roessler, hanno puntato l’indice contro l’esperimento, ricorrendo alla Corte Europea dei diritti umani. A loro giudizio esiste il rischio concreto che si generi un buco nero capace di risucchiare la Terra.

Sei miliardi di euro. Una cifra astronomica per un esperimento che odora di follia. Quei soldi potevano essere dedicati alla ricerca medica e al miglioramento delle condizioni dell’umanità. Mentre c’è chi gioca a sostituirsi a Dio, milioni di persone vivono nell’indigenza assoluta.

Come finirà? Arriverà il solito Bruce Willis a salvare il pianeta da morte certa o la terrà verrà davvero risucchiata in un enorme buco nero? Se così fosse, prima di esserne inghiottito il Cavaliere proclamerà con orgoglio: “Abbiamo risolto il problema dei rifiuti!!”

 
Di Admin (del 01/09/2008 @ 08:44:42, in Articoli, linkato 1368 volte)

Susan e David sono venuti in vacanza dalla Germania. Viaggiano a bordo di una vecchia Fiesta in compagnia del loro cane e di una tenda. Non hanno molti soldi in tasca e decidono di accamparsi in uno spicchio di spiaggia a Rovigliano, alla periferia di Torre Annunziata. Prima di addormentarsi la costiera sorrentina è uno spettacolo suggestivo.

All’improvviso davanti a loro si presentano tre ragazzi, armati di una pistola e delle peggiori intenzioni. I tre, minorenni, si fanno consegnare una carta di credito e 50 euro. Potrebbero andar via con il loro magro bottino. Ma non lo fanno.

È questione di un attimo. Il tempo di un veloce cenno di intesa. Con una spranga massacrano il cane e mentre David è sotto minaccia della rivoltella, il capo del branco, figlio di un boss camorrista, trascina Susan nell’auto e la violenta. Poi cede il posto agli altri, che la stuprano a turno. Nella macchina gli inquirenti troveranno tracce di sperma ovunque.

Probabilmente la gang ha alle spalle diverse rapine e forse non è neanche alla prima violenza. Questa volta però, nessun muro di omertà li può salvare. Susan sconvolta, riesce a trovare la forza di riconoscere e denunciare i suoi aggressori. Per i tre si aprono le porte del carcere minorile.

Avremmo voglia che non fosse accaduto. È forte la tentazione di mettersi alle spalle un’altra vicenda ripugnante. Invece no. Fermiamo il nostro sguardo incredulo sulla ferocia, spesso gratuita, che divora la nostra regione.

 
Di Admin (del 25/08/2008 @ 09:18:15, in Articoli, linkato 1484 volte)

Si riparte. Oramai il Paese non è più quello di venti anni fa. Se fino alla fine degli anni ‘80 molte famiglie riuscivano ancora a concedersi un mese di vacanza, oggi per tanti anche due settimane di ferie rappresentano un lusso. E troppi non conoscono nemmeno il significato della parola vacanza.

Nei miei ricordi trascorrere il ferragosto a Napoli equivaleva a una piccola prova di sopravvivenza. Una delle tante, si potrebbe pensare. Eppure il silenzio serale che circondava le passeggiate al Vomero, o il rumore dei pedali mentre si risaliva in bicicletta Via Posillipo, avevano un fascino tutto particolare. Si aveva la sensazione di riconquistare una città finalmente non isterica.

E anche i piccoli disagi legati alla vita quotidiana passavano in secondo piano. Riempire all’inverosimile il congelatore era un espediente decisivo per non incorrere nei morsi della fame. Alla Pignasecca poi si trovava sempre ciò che occorreva. Oggi invece, supermercati aperti persino a ferragosto e qualche coda ai semafori giusto per non perdere le buone abitudini.

Verso i più deboli però, la città resta ingenerosa e molte strutture sanitarie ad agosto hanno interrotto l’attività. Ahimè, però le malattie non vanno mai in vacanza.

E allora riprendiamo a raccontare Napoli e facciamolo insieme. Vigiliamo sulle mille contraddizioni che la lacerano, nutrendo al contempo la speranza che un nuovo processo vitale investa la città. Il Napoli è di chi lo legge. Napoli è di chi la vive.

 
Di Admin (del 28/07/2008 @ 08:58:08, in Articoli, linkato 1446 volte)

L’ex Presidente di Confindustria Antonio D’Amato ha invitato negli scorsi giorni i principali rappresentanti della stampa estera a visitare le industrie d’eccellenza campane. Dopo aver raccontato senza sconti, come è giusto che sia, la Napoli sommersa dai rifiuti, i giornalisti stranieri hanno avuto modo di scoprire l’altra faccia della città.

Se tutti conoscevano le ricchezze storiche che impreziosiscono la città, nessuno immaginava che nella terra di Gomorra esistessero realtà tecnologicamente all’avanguardia come il polo orafo del Tarì, la Kiton noto brand dell’abbigliamento sartoriale, il polo logistico del Cis di Nola o la Seda di D’Amato leader in Europa nella produzione di imballaggi alimentari.

Certo da solo l’evento non basterà a sanare l’immagine sfregiata di Napoli affermatasi con violenza nel mondo. Occorrerà molto tempo e altrettanti fatti. Ma è un passo. Uno in più di quelli mai compiuti dai nostri governanti tutti presi a cincischiarsi tra beghe interne e croniche incapacità.

Tra imprenditori coraggiosi e politici inadeguati, a decidere le sorti della città sarà la rinascita di una società civile autentica. Vi è urgenza di spiriti liberi che non si preoccupino di coltivare i salotti influenti. Uomini capaci di offrire idee forti alla classe politica e di incidere sugli industriali, ricordandogli che non un profitto cieco e dissennato ma un benessere sano e generalizzato deve essere il fine ultimo delle loro imprese.

 
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