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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 12/04/2010 @ 15:41:18, in Articoli, linkato 1811 volte)

Immagine tratta dal sito http://lucaenoch.ilcannocchiale.it/

Torniamo a parlare di sentenze discutibili. Dopo la 11.618 emessa dalla Corte di Cassazione per la quale il magistrato che nel tribunale di Parma si era rivolto a un testimone intimandogli di non fare il napoletano, non aveva espresso che una serena sollecitazione a un testimone ritenuto evasivo, la nuova sentenza giunge dal tribunale di Treviso. I giudici hanno stabilito che l’espressione “Negro di m….” sia da ritenersi un’ingiuria, priva però dell’aggravante dell’odio razziale.

I fatti risalgono al 2006, quando il titolare di una lavanderia nel trevigiano aveva richiesto a un cliente senegalese il pagamento anticipato del servizio. Il diverbio che ne era scaturito era terminato con pesanti insulti da parte del commerciante, che aveva definito il suo cliente negro di m…, e persino comunista. Il commerciante è stato condannato al pagamento di un’ammenda di 250 euro e delle spese legali, ma ha evitato sanzioni peggiori.

Si è ora in attesa delle motivazioni della sentenza che la Procura depositerà entro cinquanta giorni. Lì scopriremo magari giustificazioni nobili, e ampio risalto verrà dato all’uguaglianza dei popoli. O, più probabilmente, si sdoganerà un gergo profondamente offensiva, sancendone l’ingresso nel lessico comune. Il prossimo passo potrà essere la completa depenalizzazione di simili espressioni. E di sentenza in sentenza, scivoleremo sempre più verso un pozzo di odio, ostilità e ignoranza.

 
Di Admin (del 15/04/2010 @ 06:15:19, in Articoli, linkato 1840 volte)

Immagine tratta dal sito http://www.777click.com

Con gli amici della mia adolescenza ogni piccola divergenza di opinione veniva immediatamente appianata da una scommessa. Gli argomenti non mancavano mai, dallo sport alle pronosticate, e quasi mai realizzate, conquiste femminili. Quando tutto mancava, all’angolo della strada si puntava sull’ultima cifra della targa della macchina di passaggio. Pari vinco io, dispari vinci tu.

Oggi la scommessa è un business dalle dimensioni astronomiche. Ovunque è possibile puntare su qualsiasi evento. E così la Roma è favorita sull’Inter nella corsa per lo scudetto e chi è certo della convocazione di Amauri ai mondiali in Sudafrica vincerà cinque volte la cifra investita. La patria della scommessa resta l’Inghilterra. Lì, da sempre, si punta su ogni evento e il gossip ultimamente la fa da padrone. Un esempio su tutti, la separazione della coppia Pitt-Jolie.

Ma quella accettata dal noto bookmaker William Hill è una scommessa davvero originale. Oggetto della giocata, l’elezione a Primo Ministro di William Eric Jones, un bambino di dieci anni. Un amico di famiglia ha infatti puntato dieci sterline sulla futura nomina. Se il pronostico si rivelerà esatto vincerà 250.000 sterline, poco meno di trecentomila euro.

Chissà, forse davvero un giorno il piccolo Eric varcherà la soglia di Downing Street e magari come primo provvedimento abolirà, con effetto retroattivo, tutte le scommesse avente per oggetto la vita e le scelte dei bambini.

 
Di Admin (del 19/04/2010 @ 04:35:13, in Articoli, linkato 1901 volte)

Una vignetta di Mark Fiore

Think different. Con questo slogan Steve Jobs rivoluzionò il corso di Apple che, dopo un periodo di appannamento, si trasformò in azienda icona per intere generazioni. Ma i recenti fatti sembrano dimostrare che, prima di ogni cosa, la Apple è una potente multinazionale, il cui modo di pensare non è poi così distante dalle sue consorelle.

Nei mesi scorsi infatti Mark Fiore, scrittore, comico e fumettista americano, mai troppo tenero con i personaggi che contano, ha sottoposto alla Apple una serie di sue vignette. Ma l’azienda di Cupertino, in palese contraddizione con la propria filosofia, ha rifiutato l’applicazione giudicando la satira di Fiore materiale reprensibile, al pari di testi pornografici o osceni. Insomma, senza girarci troppo attorno, una velata forma di censura realizzata contro chi ha fatto del web il luogo unico e ideale del proprio lavoro.

Poi, il colpo di scena. Per la sua pungente ironia e la qualità dei suoi cartoni, Fiore si aggiudica il prestigioso premio Pulitzer. L’evento inatteso costringe la Apple ad una repentina retromarcia e a spalancare le porte degli iPhone al disegnatore. Un’ammissione di colpa che giunge tardiva, di certo favorita dalla recente popolarità acquisita dal vignettista.

A Steve Jobs non resta ora che rileggere le ultime parole del suo stesso spot. “Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.”

 
Di Admin (del 20/04/2010 @ 05:41:00, in Articoli, linkato 1853 volte)

Cinquemila arresti di presunti appartenenti a organizzazioni criminali, ventritré superlatitanti catturati dei trenta più pericolosi, beni sequestrati e confiscati per un controvalore superiore ai dieci miliardi di euro. Questi in sintesi i risultati riportati dal governo nella lotta alle mafie. Cifre impressionanti, ancor più se affiancate da un’altra inoppugnabile considerazione. Le grandi holding criminali continuano ad avvelenare intere regioni.

Resta dunque essenziale informare ed evitare che il silenzio, parente dell’omertà, favorisca chi adotta sistemi criminali privi di qualsiasi scrupolo e semina lutti infiniti. Riflettori accesi allora, sulle pesanti intimidazioni subite negli scorsi giorni da due uomini che della lotta alla criminalità hanno fatto e continuano a fare una ragione di vita.

Dapprima è toccato a Raffaele Magi, estensore della storica sentenza Spartacus che ha inflitto un duro colpo ai Casalesi, ritrovare una scia di sangue fuori all’ingresso della propria abitazione. Poco dopo Raffaele Marino, procuratore aggiunto a Torre Annunziata, ha ricevuto sette proiettili calibro 7.65 e pesanti minacce rivolte a lui e agli uomini della sua scorta.

Avvertimenti non in grado di scalfire l’integrità dei due magistrati, ma che dimostrano la complessa emergenza che ancora soffoca una fetta consistente del paese. Uomini come Magi, Marino e tutti coloro che a diversi livelli offrono il proprio impegno quotidiano nel tentativo di rendere più vivibile l’esistenza dei cittadini, non vanno lasciati soli.

Restare al loro fianco non significa però mostrare una stantia, se non addirittura dubbia solidarietà, quanto piuttosto condividere un percorso collettivo. La lotta per la rinascita di una terra non deve ridursi ad una mera azione repressiva. L’impagabile lavoro dei magistrati, che più di ogni altro conoscono le crepe nelle quali la criminalità organizzata si infiltra, può essere due volte prezioso ed indicare la strada agli interventi dell’intera classe politica.

Per raggiungere l’obiettivo è indispensabile capire che mafia e camorra si sconfiggono solo se un modello sano, equilibrato e dignitoso verrà garantito a chi oggi continua a essere abbandonato a se stesso e troppo spesso non ha altre possibilità, se non quella di abbracciare una strada di morte e disperazione.

 
Di Admin (del 26/04/2010 @ 11:12:39, in Articoli, linkato 1902 volte)

La fine della guerra fredda e la caduta del muro di Berlino. Il crollo dell’impero sovietico e il disarmo nucleare. Concetti entrati nell’immaginario collettivo e che segnano in maniera netta il passaggio a un’era in cui nulla sarà più come prima. Eppure, per certi versi, il tempo sembra non passare mai e i metodi tradizionali restano sempre attuali e, soprattutto, funzionali.

E così, per fiaccare i più tenaci oppositori di Putin, il Servizio di Sicurezza Federale, erede del famigerato KGB, ha sguinzagliato una troupe di splendide fanciulle, affidando loro incarichi di grave responsabilità. Ossia adescare e compromettere uomini sgraditi al potere, con incontri piccanti accompagnati da un buon uso di cocaina.

A raccontare la storia è stata una delle vittime, Viktor Shenderovich, conduttore di un seguitissimo programma di satira nel quale i potenti venivano sbeffeggiati da irriguardosi pupazzi. Shenderovich ha ammesso, con qualche omissione in verità, di essere stato lusingato dalle avance di Katya Gerasimova, la più in vista tra le spregiudicate ragazze ingaggiate dai servizi segreti.

Il conduttore televisivo è però in ottima compagnia. A finire nella trappola, come attesterebbero diversi filmati, ci sono anche diplomatici inglesi e statunitensi, un ufficiale indiano, uno scrittore e molti altri esponenti della dissidenza interna. Vien da chiedersi come farebbero i governi, senza le umane debolezze, a conservare il proprio potere.

 
Di Admin (del 06/05/2010 @ 11:15:38, in Articoli, linkato 2035 volte)

Dovesse riscrivere oggi la sua tragedià più celebre, William Shakespeare lascerebbe il suo Amleto interrogarsi sempre sull’identico dilemma. Essere o non essere. Viviamo tempi in cui apparire è un imperativo dominante e mostrarsi per ciò che non si è equivale a non essere.

L’ulteriore riprova giunge dal chirurgo plastico bolognese Alessandro Gennai che ha analizzato il forte incremento dei ritocchi estetici tra le mamme degli sposi. Non solo chi è prossimo a salire sull’altare per pronunciare il fatidico sì si preoccupa di rinforzare i propri glutei, snellire i fianchi, rimpolpare le labbra e regalarsi un paio di taglie di reggiseno in più. No, adesso è anche il turno delle future suocere, desiderose di far bella figura nelle fotografie che per sempre immortaleranno quegli attimi solenni.

Le agguerrite mamme dei piccioncini con sempre maggior insistenza richiedono qualche piccola aggiustatina. E così, preferendo evitare il ricorso al bisturi, si lanciano senza scrupoli verso le siringhe di botulino e acido ialuronico. Insomma, qualcosa di non troppo invasivo per lasciare il segno nel giorno più importante della vita dei loro figli.

Ma sarà davvero così? Studi in tal senso ancora non esistono, ma è legittimo ipotizzare una correlazione tra le mamme che si ritoccano e i figli che divorziano. Sbaglierò di certo, ma quandanche avessi ragione il problema è subito risolto. Un bel lifting e pronti, via dall’avvocato. Per un’altra foto ricordo.

 
Di Admin (del 10/05/2010 @ 23:57:58, in Articoli, linkato 1800 volte)

Che fa, concilia? La crescita esponenziale delle cause di separazione riporta alla mente l’accanito vigile urbano impersonato da Alberto Sordi. Dopo un’udienza protrattasi per cinque ore pare siano vicini a una conciliazione Silvio Berlusconi e Veronica Lario. Il primo avrebbe fatto un passo indietro sulla residenza di Macherio del valore di 78 milioni di euro, dicendosi disponibile a cederla alla oramai ex moglie. Dal canto suo Veronica avrebbe ridotto di parecchio le pretese per l’assegno di mantenimento.

Nello star system gli esempi di divorzi milionari abbondano. La rivista americana Forbes ha stilato una classifica guidata a pari merito dal cestista Michael Jordan e dal cantante Neil Young. A loro, la separazione è costata 150 milioni di dollari. E poi, in un elenco che potrebbe non finire mai, Steven Spielberg, Harrison Ford, Kevin Costner, Paul Mc Cartney, Michale Douglas e Mick Jagger.

Il giorno più bello della tua vita, per tanti si trasforma in un incubo a nove zeri. Per evitare ciò, da più parti si solleva l’idea di degradare il matrimonio da patto per l’eternità a un meno ambizioso, ma forse più realista, contratto a tempo. Viviamo il tempo del precariato estremo, ma difficilmente si arriverà a tanto. Troppe resistenze da infrangere. A partire dalla Chiesa, sempre attenta a mantenere alta la moralità altrui, fino agli avvocati, parte dei quali mantiene, e bene, le proprie famiglie grazie alle disgrazie altrui.

 
Di Admin (del 14/05/2010 @ 03:59:24, in Articoli, linkato 1747 volte)

Cosa hanno in comune Ho Chi Minh City, l’ex Saigon, e Aversa. E ancora, cosa lega la Repubblica Socialista del Vietnam al Vaticano. Realtà apparentemente distanti, se non inconciliabili, condividono una storia triste: lo sfratto esecutivo intimato a un ordine di suore. Cambia la congregazione di appartenenza, le Cross Lovers nel sud-est asiatico, le Cappuccinelle nel paese del casertano, ma il senso è identico.

Pur consapevoli del rischio incombente le suore avevano adottato uno stretto riserbo, pregando in cuor loro che tutto si risolvesse per il meglio. E invece, come riporta il Corriere del Mezzogiorno, dovranno ‘liberare’ l’istituto. Delle dieci religiose, in buona parte anziane e in precarie condizioni di salute, cinque verranno trasferite altrove, mentre delle restanti non è ancora chiaro il futuro.

A nulla finora sono valse le proteste dei cittadini aversani indignati, né la storia secolare del convento. Dal canto suo la Curia respinge ogni addebito precisando che la decisione è stata presa molto più in alto e che loro non hanno fatto altro che seguire le indicazioni provenienti dal Vaticano.

Al di là di ogni legittimo commento, resta una domanda. In Vietnam le suore furono sfrattate poiché faceva gola il terreno dove erano insediate. Che anche in questo caso si celi un forte interesse nei confronti dell’antico convento? Vertici ecclesiastici e governi comunisti, all’atto pratico, mostrano un’inattesa convergenza di vedute.

 
Di Admin (del 22/05/2010 @ 14:41:26, in Articoli, linkato 2120 volte)

Il topo insolente e il Presidente

Le misure di protezione nei confronti del Presidente degli Stati Uniti sono sempre state elevate. L’elezione di Barack Obama, il primo presidente afroamericano della storia, ha giocoforza imposto un ulteriore aumento della soglia di attenzione. Eppure tutto questo non ha impedito un’inattesa intrusione avvenuta durante il delicato discorso sulla riforma finanziaria.

Mentre con il consueto cipiglio Obama descriveva le azioni necessarie per regolamentare i mercati ed impedire che la crisi in corso oramai da due anni continuasse a mietere vittime, ecco che, in barba a tutti, un impertinente topo ha osato rubare la scena e con fare furtivo è passato sotto il palchetto presidenziale. Da quel momento per fotografi e giornalisti le parole di Obama e gli shock delle borse mondiali sono passati in second’ordine; più urgente era immortalare il blitz del roditore.

Particolare enfasi è stata data dai media alle dimensioni del ratto, da qualcuno scambiato per una talpa. In realtà l’insolente topolino fa bene a sguazzare nei soffici prati della Casa Bianca. Qui da noi si troverebbe a malpartito di fronte a “colleghi” ben più imponenti e agguerriti.

Chissà come Obama interpreterà l’episodio. Se una sfilata di un sorcio è sufficiente per non dar più troppo peso alle sue parole, è forse giunto il momento di capire che più di ogni analisi urgono azioni concrete per arginare la finanza sregolata che dissangua il pianeta.

 
Di Admin (del 14/06/2010 @ 06:19:34, in Articoli, linkato 1990 volte)

Non vive un periodo positivo Marco Castaldi, in arte Morgan. Tutto è precipitato dalla intervista rilasciata al mensile Max in cui ammetteva l’uso regolare di cocaina come antidepressivo. Immediata è scattata l’espulsione da Sanremo. Cuore, sole e amore non vanno d’accordo con il crack, anche se spesso ottundono la mente allo stesso modo.

Poi la frana si è abbattuta sulla sfera familiare. Sua moglie Asia Argento ha infatti intrapreso una battaglia senza esclusione di colpi. Se tre anni fa il Tribunale di Milano aveva deciso l’affido condiviso della figlia Anna Lou, Asia dapprima ha preteso e ottenuto l’affido esclusivo e l’aumento dell’assegno mensile, poi ha chiesto la decadenza della patria potestà. Al momento il processo è sospeso, ma il clima non si è rasserenato.

Almeno a giudicare dalle lamentele di Morgan, cui Asia impedisce di vedere la figlia nel giorno del compleanno. Anna Lou festeggerà i nove anni tra due settimane in una domenica che, nel rispetto degli accordi legali, dovrebbe trascorrere con il padre. Anni fa, in una intervista doppia alle Iene, Asia assegnava il massimo dei voti al compagno come padre.

Oggi avrà certamente cambiato idea, ma sarebbe bello che lei, e tutte le mamme nella sua situazione, mettessero da parte rancori e detriti di un rapporto andato in frantumi e non rubassero ai propri figli, che giurano di amare, quella parte di affetto irrinunciabile che ogni padre sano può e deve dare ai suoi figli.

 
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