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La lucida follia degli assassini di Ambrosio
Di Admin (del 20/04/2009 @ 08:03:27, in Articoli, linkato 1267 volte)

La villa di Ambrosio alla Gaiola.

Ero certo avessero agito sotto l’effetto di stupefacenti. Rigettavo l’idea che giovani poco più che ventenni avessero compiuto un simile efferato omicidio nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali. Mi sbagliavo.

Almeno a voler credere alle dichiarazioni rese ai magistrati dai tre rumeni arrestati per l’omicidio di Francesco Ambrosio e della moglie Giovanna. Gli sciagurati avrebbero bivaccato alla Gaiola in attesa che calasse notte. Una bottiglia di vino divisa in tre non può far sprofondare la ragione in un sonno infernale. E invece i tre, scoperti, hanno sterminato con una violenza raccapricciante gli anziani coniugi. La cui unica colpa era quella di trovarsi in casa al momento della rapina.

I tre, tutti incensurati, vivevano da anni in Italia. Uno di loro era il giardiniere della villa. Proprio lui ha facilitato il compito degli inquirenti telefonando alla madre con un cellulare rubato in casa. A lei ha confessato di aver fatto un guaio. Ha detto proprio così, un guaio. E subito dopo non ha esitato a trasformare in danaro le fedi strappate dalle mani delle vittime agonizzanti.

Quaranta euro l’una. Tanto le ha valutate un orafo del Borgo Orefici che ha rilasciato regolare ricevuta. Chissà se l’agitazione mostrata dai rumeni non lasciasse immaginare la provenienza illecita degli anelli. Ma in fondo, la cosa non riguardava il commerciante. Ognuno fa il suo lavoro.

Il nuovo questore di Napoli, Santi Giuffrè, ha decretato la chiusura dell’oreficeria.