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Papŕ Gennaro e il suo grido contro le mafie
Di Admin (del 23/03/2009 @ 08:32:32, in Articoli, linkato 1380 volte)

don Ciotti e Gennaro Diana, papà di Peppino

Erano in tanti. Cinquanta o centomila non fa differenza. Per una volta la questura non si è prodotta in stime esilaranti. Erano davvero in tanti a sfilare in via Caracciolo per la quattordicesima giornata della memoria in ricordo delle vittime della mafia, promossa dall’associazione Libera di don Ciotti. In testa al corteo cinquecento familiari delle vittime della criminalità organizzata. Alle loro spalle donne e uomini provenienti da tutta Italia, decisi a esprimere con gioia il proprio desiderio più grande: un mondo libero dal bubbone della mafia.

Il corteo è poi sbocciato in piazza Plebiscito, il luogo simbolo di Napoli, quasi a lasciar intendere un monito importante. Le mafie sono ovunque, si annidano nei palazzi di governo, nei salotti buoni della città, per poi spadroneggiare nei luoghi dove luridi accordi tra stato e camorra permettono di avvelenare interi territori.

Libera ha portato la voce di migliaia di giovani anche nel regno dei Casalesi, ricordando il 19 marzo don Peppino Diana, il sacerdote che per amore del suo popolo aveva deciso di non tacere. Nel quindicesimo anniversario del suo assassinio, a Casal di Principe sono risuonate potenti le parole di Gennaro Diana, papà di Peppino. ‘I camorristi stanno peggio dei morti’. Un messaggio decisivo, forse l’unico in grado di scardinare gli imperi mafiosi e di smontare i folli sogni dei tanti ragazzini che nella camorra riconoscono l’unico sbocco possibile della loro vita.